La sua eredità è quella un territorio che ha resistito attraverso la partecipazione diffusa e la solidarietà.
Alla Casa delle Memorie un dialogo su come si costruisce la storia.
Un incontro pubblico per raccontare gli IMI tra storia, memoria e creatività
Oggi Boves è un simbolo della Resistenza non perché vi si combatté una grande battaglia, ma perché vi si comprese il prezzo della libertà.
Cavallero fu un vero “anello di collegamento tra industria bellica, esercito e ambienti politici” durante il fascismo.
La memoria, in questo senso, non è un gesto commemorativo: è un lavoro quotidiano. Significa riascoltare le parole che abbiamo ereditato, capire da dove vengono, chiedersi chi hanno ferito e chi continuano a ferire.
Tigri e colonie non è soltanto un romanzo storico: è un invito a ricordare, a interrogarsi, a riconoscere le zone d’ombra del passato per comprendere meglio il presente.
Le case vuote non erano solo luoghi di mancanza ma anche luoghi di resistenza quotidiana.
La povertà non cancellava la solidarietà: la rendeva più urgente. Non cancellava l’amore: lo rendeva più essenziale.
La memoria è un monito che ci obbliga a guardare le tragedie di oggi con la stessa lucidità con cui ricordiamo quelle di ieri.
La storia dimenticata: inizia la programmazione del LANCIO di “Tigri e colonie”
Il monologo tratto da IL CORAGGIO DEI VINTI in versione integrale.