Fu il momento in cui un Paese stremato poté finalmente respirare…
“In guerra la montagna non è mai neutrale: ti osserva, ti giudica, ti punisce”.
Caporetto è diventata un mito nazionale perché parla meno della battaglia e più dell’Italia, delle sue fragilità, delle sue narrazioni, dei suoi fantasmi irrisolti.
Gli Altipiani nella Grande Guerra non furono soltanto un teatro di operazioni ma furono un paesaggio trasformato in frontiera morale…
Caporetto non fu solo una disfatta: fu uno spartiacque. Mostrò i limiti strutturali dell’Italia in guerra, ma anche la capacità di reagire e ricostruire.
La disfatta di Caporetto non fu un fulmine a ciel sereno: fu l’esito logico di un sistema che aveva consumato se stesso.
Il primo grande tentativo italiano di sfondare le linee austro‑ungariche verso Gorizia.
Maggio sarà dunque un mese di studio, di memoria e di anticipazioni. Ogni articolo sarà un tassello di un mosaico più ampio, un invito a rileggere la Prima guerra mondiale non come un capitolo lontano, ma come una parte viva della nostra identità storica.
Sabato 2 novembre alle ore 17:30 si terrà la conferenza “La Grande Guerra” – La storia e il diario del pratese “Ghigo”, prigioniero a Caporetto presso la Sala della Casa delle Memorie di guerra per la pace di Prato.