La rete dei campi di concentramento italiani nei Balcani tra il 1941 e il 1943 rappresenta uno dei capitoli più rimossi della storia del fascismo. Non furono campi di transito né strutture improvvisate: furono luoghi di internamento sistematico, progettati per colpire la popolazione civile slovena e croata, isolare la resistenza, spezzare i legami comunitari. La…
La guerra antipartigiana condotta dall’Italia fascista nella Provincia di Lubiana tra il 1941 e il 1943 fu una strategia di repressione sistematica che colpì la popolazione slovena con incendi di villaggi, deportazioni, internamenti e un controllo capillare del territorio urbano. Al centro di questa politica vi fu un dispositivo unico in Europa: la cintura di…
La Provincia di Lubiana, istituita il 3 maggio 1941 dopo l’invasione della Jugoslavia, rappresenta uno dei casi più emblematici della violenza amministrativa del fascismo. Non fu soltanto un territorio occupato: fu un laboratorio di repressione, propaganda e italianizzazione forzata. La sua storia permette di comprendere come l’Italia fascista trasformò un’intera popolazione in oggetto di controllo…
Nell’Etiopia pre‑1935 la propaganda fascista costruì un immaginario aggressivo e martellante, fondato su tre pilastri: la revanche di Adua, la rappresentazione distorta degli etiopi e la narrazione di Mussolini come guida inevitabile della “missione imperiale”. Dopo la conquista della Libia, il regime aveva bisogno di un nuovo orizzonte coloniale e l’Etiopia divenne il bersaglio perfetto:…
In questi giorni, tra Prato e la Val di Bisenzio, la memoria non è stata un rito da calendario, ma una presenza viva, condivisa, necessaria. E questo, oggi, vale più di qualsiasi celebrazione.
La Liberazione fu anche la liberazione da un sistema di propaganda che per vent’anni aveva modellato il pensiero pubblico.
La propaganda non si limitava a raccontare l’Impero: lo usava per definire cosa significasse essere italiani.