C’è un filo che unisce questi giorni di fine giugno, un filo fatto di incontri, di premi e di storie che convergono verso un appuntamento preciso: la serata del 29 giugno alla Gualchiera di Prato.
Non è un evento isolato, ma il punto di arrivo di un percorso che è iniziato a settembre con l’uscita del libro “Tigri e colonie” e che trova una nuova tappa qualche giorno prima, il 27 giugno, quando sarò ad Albiate per la premiazione del concorso Albiatum, dove Tigri e colonie ha ottenuto il terzo premio. È un riconoscimento che conferma come questa storia continui a destare interesse, a generare domande, a trovare lettori anche lontano da Prato, e che aggiunge un tassello a un mese già ricco di appuntamenti.
Pochi giorni dopo, l’11 luglio, un’altra tappa importante: la premiazione del concorso “La via delle Muse” a Messina, dove il mio monologo “I nomi che il mare non restituisce” dedicato alla Divisione Acqui ha ricevuto il primo premio nella sezione Monologhi. È un testo nato da un corso che ho tenuto presso l’Università Età Libera di Firenze sull’Eccidio di Cefalonia e sulla volontà di chiudere dieci straordinarie ore di lezioni che sono state intense, partecipate e altamente istruttive, con una composizione poetica.

È in questo contesto che si inserisce anche la serata del 29 giugno alla Gualchiera, un appuntamento che non vuole essere soltanto una presentazione, ma un’occasione per condividere un percorso di ricerca e di scrittura che negli ultimi anni ha attraversato archivi, testimonianze e memorie rimosse. Tigri e colonie sarà al centro dell’incontro, ma la serata non si esaurirà nel dialogo sul libro: a chiusura dell’evento ci sarà una performance teatrale/danza, pensata per trasformare in gesto e movimento alcuni importanti temi d’attualità.
La Gualchiera, con la sua storia di lavoro, acqua, trasformazioni, è il luogo ideale per un incontro di questo tipo. È uno spazio che invita a fermarsi per lasciare che le storie trovino il loro ritmo naturale. E forse è proprio questo che rende la serata del 29 giugno un appuntamento particolare: non la celebrazione di un libro, ma un invito a partecipare a un percorso che unisce ricerca storica, narrazione e restituzione artistica.
Chi vorrà esserci troverà una serata costruita con cura, pensata per aprire un dialogo. Gli appuntamenti del 27 giugno e dell’11 luglio fanno da cornice, ma è alla Gualchiera che tutto si raccoglie, come se questo luogo potesse diventare per una sera il punto d’incontro tra storie diverse, premi, memorie e persone che hanno voglia di ascoltare e di esserci.
E allora l’invito è semplice: venire alla Gualchiera il 29 giugno alle ore 21:30, lasciarsi attraversare dalle parole, dai racconti, dai movimenti della performance finale, e prendere parte a una serata che nasce dal desiderio di condividere una storia rimossa. Una serata che vuole parlare alla città, e che aspetta solo chi avrà voglia di ascoltarla.

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