1918 – ALLA FINE VOLARONO LIBERI

1918 – Il nuovo romanzo storico che rompe gli schemi e parla di Grande Guerra.

Ghigo e Boghe sono due soldati del Regio esercito impegnati nella Grande guerra, compaesani e amici che non hanno la stessa visione della vita militare: uno sposa convintamente l’arma mentre l’altro la rifugge. Carola, Theresia e Luisa sono invece tre crocerossine impegnate nel salvare le vite dei soldati reduci dal fronte; sotto le loro cure passano molti feriti e mentre alcuni riescono a sopravvivere e a tornare alla guerra, altri non hanno questa fortuna.

Le vite di Ghigo e di Boghe si intersecano così con quelle delle crocerossine e mentre la guerra sembra volgere al peggio, Carola scopre un incredibile segreto della sua collega Theresia. Le penne di piccione e i messaggi arrotolati confermano il suo presente da spia che non può essere tollerato, o forse si…

Mentre uno dei soldati protagonisti diventa un prigioniero durante la disfatta di Caporetto e l’altro si unisce alle truppe d’assalto degli Arditi, le crocerossine sono alle prese con sempre più feriti e la via dell’ospedale sempre più in affanno.

La guerra finisce nel 1918 e il bollettino di Diaz rende euforici i protagonisti che però non tutti sono riusciti a sopravvivere ai difficili anni della Grande guerra.

Un racconto che ripercorre la Prima guerra mondiale e che è basato sulla vera storia di un prigioniero di Caporetto e dal prezioso testo del suo diario manoscritto inedito.

1918 – Alla fine volarono liberi [sinossi lunga]

Ghigo e Boghe sono due soldati del Regio esercito impegnati nella Grande guerra, compaesani e amici che non hanno la stessa visione della vita militare: uno sposa convintamente l’arma mentre l’altro la rifugge. Carola, Theresia e Luisa sono invece tre crocerossine impegnate nel salvare le vite dei soldati reduci dal fronte e dalle battaglie; sotto le loro cure passano molti feriti e mentre alcuni riescono a sopravvivere e a tornare alla guerra, altri non hanno questa fortuna.

La vita dell’ospedale è frenetica e una visita della Regina Margherita sorprende il personale e i feriti. Ghigo e Boghe si feriscono entrambi, in tempi diversi, e conoscono le crocerossine intersecando di relazioni le loro vite.

Theresia diventa troppo insistente nel cercare di capire gli spostamenti dei militari e tempesta di domande i feriti generando in loro sospetti. Sarà Carola a scoprire alcuni suoi segreti ma la presenza di un figlio che aveva tenuto nascosto alle sue colleghe e la paura che lo debba abbandonare, le evitano una denuncia di spionaggio. Ghigo intanto diventa un prigioniero austro ungarico dopo la disfatta di Caporetto mentre Boghe riesce a entrare nelle truppe d’assalto degli Arditi e viene addestrato anche da Shimoi Harukichi, un giapponese arruolato nel Regio esercito.

All’ospedale intanto la carenza di medicinale obbliga le infermiere a scegliere chi curare, tra chi ha concrete possibilità di sopravvivenza, e chi no. Quando i giovanissimi ragazzi del ’99 vengono arruolati arrivano all’ospedale feriti e mutilati, destando molte perplessità e domande ai medici e alle infermiere; i loro giovani volti, quasi infantili, fanno drammaticamente capire la violenza e l’assurdità della guerra.

Prima dell’Armistizio Theresia viene freddata da un austro ungarico perchè accusata di fare il doppio gioco: era ricattata dal suo ex marito che aveva scoperto che utilizzava i suoi piccioni viaggiatori per depistare l’esercito germanico e non per agevolarlo.

La guerra finisce e Carola intravede il suo futuro con Boghe, prendendo in carico il figlio di Theresia, orfano di madre, mentre Luisa torna nella sua Trento finalmente liberata. Ghigo rientra invece dalla sua promessa sposa: la sua lunga prigionia in Europa dell’Est, documentata e tratta dal suo diario originale e inedito, si conclude positivamente a differenza di molti suoi compagni.

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