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Nella storia italiana esiste una lunga contraddizione: per secoli le donne hanno sostenuto la società, l’economia familiare, l’educazione dei figli e spesso anche le attività produttive, ma raramente sono state considerate protagoniste della vita pubblica. La loro presenza era evidente nella realtà quotidiana e quasi invisibile nei luoghi dove si esercitavano il potere, la cultura…
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Luisa Zeni non fu una soldatessa, non fu una protagonista delle grandi cronache militari, non guidò reparti né partecipò alle battaglie che riempiono i manuali scolastici. Eppure, quando si cerca di comprendere cosa fu davvero la Grande Guerra nelle terre di confine, il suo nome emerge con una forza sorprendente. È una delle storie che…
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Un nuovo riconoscimento si aggiunge al già prestigioso percorso di Tigri e colonie, il romanzo di Francesco Bianchi che continua a raccogliere consensi nel panorama letterario nazionale. L’opera ha infatti ricevuto una Segnalazione di Merito al Premio Nazionale di Arti Letterarie “Metropoli di Torino” 2026, confermando ancora una volta l’interesse della critica verso un libro…
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Quando si racconta la Grande Guerra si parla quasi sempre di trincee, assalti e fronti. Molto più raramente si parla delle fabbriche. Eppure il conflitto del 1915-1918 fu anche una gigantesca guerra industriale. Per la prima volta nella storia moderna, la capacità di produrre tessuti, uniformi, coperte, scarponi, armi, mezzi di trasporto e materiali logistici…
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Boghe nel romanzo, Ugo Baldi nella vita, era un giovane soldato cresciuto all’ombra del Risorgimento, nipote di un garibaldino che aveva combattuto per l’unità nazionale e convinto, fin dalla giovinezza, che la Grande Guerra rappresentasse il completamento di quella lunga stagione iniziata con le camicie rosse. Prima ancora di vestire l’uniforme, la guerra entrò nella…
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Curzio Malaparte dalla camicia rossa al fascismo, passando per tutte le contraddizioni del Novecento
Raccontare Curzio Malaparte significa confrontarsi con una delle personalità più complesse, irrequiete e contraddittorie della storia italiana del Novecento. Significa rinunciare fin dall’inizio a ogni semplificazione. Malaparte non fu un eroe puro, né un intellettuale lineare, né un coerente uomo politico. Fu, al contrario, un personaggio attraversato da continue tensioni, capace di passare dall’entusiasmo repubblicano…
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Curzio Malaparte e i Garibaldini delle Argonne. Quando un ragazzo di Prato andò incontro alla storia
Nato a Prato come Kurt Erich Suckert il 9 giugno 1898, Curzio Malaparte è una figura che ha inseguito la storia, più che attraversarla. Prima ancora di diventare il grande scrittore di Kaputt, il giornalista capace di raccontare la tragedia europea con uno sguardo unico e impietoso, il polemista, il fascista eretico, il dissidente, il…
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Quando si pronuncia la parola garibaldino si compie spesso un errore storico: si pensa immediatamente ai Mille, a Marsala, all’epopea risorgimentale e a un capitolo chiuso della storia nazionale. In realtà il termine sopravvisse a Giuseppe Garibaldi e divenne qualcosa di molto più grande del suo fondatore. Dopo il 1882, anno della morte dell’Eroe dei…
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Nel 1915 l’Italia non è ancora in guerra, ma è già profondamente divisa. La frattura attraversa il Parlamento, i giornali, le università, le piazze e le famiglie. Da una parte i neutralisti, guidati da Giovanni Giolitti, convinti che il Paese non sia preparato a un conflitto e che la neutralità possa garantire maggiori vantaggi diplomatici;…
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Quella di Boghe è la terza storia che ha ispirato 1918 – Alla fine volarono liberi, un giovane soldato che incarna la parte più estrema e contraddittoria della Grande Guerra: la convinzione, la disciplina, il corpo portato fino al limite. Se Ghigo rappresenta la prigionia e Luisa Zeni la clandestinità e la cura, Boghe è…
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1918 nasce da tre storie che mi hanno costretto a guardare la Grande Guerra da angolazioni diverse. Luisa Zeni, la giovane trentina che attraversò il confine come informatrice e poi scelse la cura diventando crocerossina. Ghigo, il ragazzo della Salmeria che dopo Caporetto visse la prigionia tra Slovenia ed Europa orientale, lasciando un diario di…
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Il 16 settembre, nella cornice della Libreria Orti Letterari – Cinema Anteo, la città di Milano diventerà il luogo in cui la memoria della Grande Guerra tornerà a respirare, a parlare, a commuovere. Sarà la presentazione del nuovo romanzo di Francesco Bianchi, 1918 – E volarono liberi, un’opera che nasce da una storia vera e…
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Luisa Zeni è una di quelle vite non celebrate, non conosciute ma che hanno avuto un ruolo importantissimo nel nostro passato. Non è solo una spia, non è solo una crocerossina: è una giovane donna che attraversa la Grande Guerra due volte, da due angolazioni opposte, con una determinazione che la storiografia ha riconosciuto tardi…
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Scrivere 1918 è stato un modo per tornare al punto in cui il mondo cambia direzione. Non ho scelto quell’anno perché è comodo, ma perché è scomodo: perché è un passaggio che tutti nominano e pochi conoscono davvero, perché è la chiusura di un’era e l’inizio di un’altra, perché è un momento che la memoria…
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La Liberazione di Prato non è un episodio isolato: è la conclusione di una sequenza di giorni in cui la città vive insieme paura, coraggio, improvvisazione, violenza e una consapevolezza crescente che la guerra sta finendo, ma non è ancora finita. Per capire il 6 settembre 1944 bisogna tornare indietro di poche ore, quando la…
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Il 1918 non è solo la fine della Grande Guerra: è la fine di un mondo. Lo storico Eric Hobsbawm ha scritto che «il 1914–1918 distrusse il secolo XIX», e la frase coglie l’essenziale: ciò che crolla nel 1918 non è un fronte, ma un ordine. Gli imperi che avevano governato l’Europa per secoli —…
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Ci sono paesaggi che non raccontano la storia ma la impongono. Non perché custodiscano monumenti o targhe, semplicemente perché conservano una densità emotiva che resiste alle narrazioni ufficiali. Alcuni luoghi non chiedono infatti di essere interpretati ma solo di essere ascoltati. Lo storico John Foot ha scritto che «la memoria non è un archivio: è…
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Percorsi didattici per studenti e proposte formative per le scuole superiori, ideate per sviluppare: I docenti e i referenti PCTO possono scegliere moduli tematici, evento singolo o cicli di incontri da proporre alle classi. Moduli didattici per gli studenti 1. Grande Guerra – 1918: la fine di un mondo Percorso dedicato alla Prima guerra mondiale…
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La propaganda italiana della Grande Guerra non è scomparsa: si è trasformata, sedimentata, riemersa in forme nuove dentro la narrazione pubblica contemporanea. Le immagini, le parole, i miti costruiti tra il 1915 e il 1918 continuano a vivere nei discorsi politici, nelle celebrazioni pubbliche, nei manuali scolastici, nelle rappresentazioni mediatiche della guerra e della nazione.…
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Il mito nazionale della Dalmazia è uno dei prodotti più duraturi del nazionalismo italiano tra Otto e Novecento: un mito costruito attraverso letteratura, politica, cartografia, propaganda, memoria selettiva e una sistematica rimozione della complessità etnica dell’Adriatico orientale. Non nasce con il fascismo, ma molto prima, e attraversa l’Italia liberale, il dannunzianesimo, il nazionalismo post‑1918, fino…
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La presenza italiana in Croazia, tra il 1918 e il 1943, ha lasciato un’eredità complessa, stratificata, ancora oggi percepibile nella memoria delle comunità locali, nella toponomastica, nelle tensioni identitarie e nelle storie individuali degli esuli fiumani. L’Adriatico orientale fu uno dei luoghi dove il nazionalismo italiano, la politica di italianizzazione e la repressione fascista produssero…
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Le foibe rappresentano uno degli esiti più complessi e controversi della storia del confine orientale, e possono essere comprese solo collocandole dentro la lunga durata della violenza che aveva attraversato la regione: tre anni di occupazione italiana, la repressione sistemica nella Provincia di Lubiana, la guerra totale della Wehrmacht dopo il 1943, la dissoluzione del…
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La Wehrmacht in Slovenia e la relativa occupazione tedesca, dopo l’8 settembre 1943, rappresenta una delle fasi più dure della guerra nei Balcani. Con il collasso del fronte italiano, la Wehrmacht entrò nella Provincia di Lubiana e nelle regioni limitrofe con un obiettivo chiaro: ristabilire il controllo, eliminare la resistenza, punire chiunque fosse percepito come…
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L’8 settembre 1943, con l’annuncio dell’armistizio, il fronte orientale italiano collassò in poche ore. La Provincia di Lubiana, già segnata da due anni di repressione, si trovò improvvisamente senza comando, senza ordini, senza continuità amministrativa. Il vuoto di potere generato dalla dissoluzione dell’esercito italiano aprì la strada a una fase di violenze, vendette e regolamenti…
























