Un nuovo riconoscimento si aggiunge al già prestigioso percorso di Tigri e colonie, il romanzo di Francesco Bianchi che continua a raccogliere consensi nel panorama letterario nazionale. L’opera ha infatti ricevuto una Segnalazione di Merito al Premio Nazionale di Arti Letterarie “Metropoli di Torino” 2026, confermando ancora una volta l’interesse della critica verso un libro capace di riportare alla luce una delle pagine più dimenticate della storia italiana.

Non si tratta di un caso isolato. Negli ultimi anni Tigri e colonie ha ottenuto importanti piazzamenti e riconoscimenti in numerosi concorsi letterari nazionali e internazionali, arrivando in finale o sul podio in manifestazioni dedicate alla narrativa edita e inedita. Tra questi spiccano il secondo posto al Premio Letterario Internazionale “Il Narratore”, la finale al Contropremio Carver e diversi premi speciali e menzioni d’onore conferiti da giurie che hanno saputo apprezzare l’originalità del tema, la qualità della ricerca storica e l’intensità narrativa.

Ma cosa rende Tigri e colonie un libro così particolare? La risposta sta innanzitutto nella storia che racconta.

Maggio 1940. Migliaia di famiglie italiane residenti in Libia vengono convinte dal regime fascista ad affidare i propri figli a quella che viene presentata come una semplice vacanza di tre mesi in Italia. Oltre tredicimila bambini salgono a bordo di otto navi dirette verso la madrepatria. Nessuno può immaginare che, pochi giorni dopo, l’ingresso dell’Italia nella Seconda guerra mondiale trasformerà quel viaggio in una separazione lunga anni.

Da questa vicenda reale, quasi sconosciuta alla maggior parte degli italiani, prende vita un racconto coinvolgente che segue il destino di tre giovani protagonisti appartenenti alla famiglia di Attilio. Le loro esistenze si intrecciano con gli eventi più drammatici del conflitto: la Resistenza in Val Bormida, la Liberazione, l’avanzata degli Alleati e persino le tigri indiane, simbolo di quei reparti provenienti dall’India britannica che combatterono lungo la Linea Gustav.

Tigri e colonie non è soltanto un romanzo storico. È una storia di sradicamento, di crescita forzata, di identità e di ritorno. È il racconto di bambini trasformati dalla guerra e di famiglie spezzate dagli eventi, sullo sfondo di un’epoca che continua ancora oggi a interrogare la nostra memoria collettiva.

Il susseguirsi di premi e segnalazioni dimostra come il libro sia riuscito a colmare un vuoto narrativo e storiografico, dando voce a una vicenda rimasta per decenni ai margini del racconto pubblico. Per chi ama la narrativa storica fondata su una rigorosa ricerca documentaria ma capace di emozionare come un romanzo d’avventura e formazione, Tigri e colonie rappresenta una lettura difficile da dimenticare.

Ogni nuovo riconoscimento conferma una realtà sempre più evidente: Tigri e colonie non è soltanto un romanzo premiato ma una storia necessaria. E’ un romanzo che restituisce dignità a migliaia di bambini dimenticati dalla Storia e invita il lettore a intraprendere un viaggio destinato a lasciare il segno.

Francesco Bianchi

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