Prato è una città che attraversa il Novecento italiano come un laboratorio di memoria: un luogo dove le vicende nazionali si depositano, si stratificano, si trasformano in silenzi, rituali civici, tracce materiali. Durante la Grande Guerra, Prato fu una città operaia che vide partire centinaia di uomini, registrò caduti, feriti, dispersi, e costruì una memoria…
La storia del tessile pratese e della Grande Guerra è fatta più di connessioni strutturali che di singoli episodi clamorosi, e proprio per questo è stata a lungo sottovalutata: alla vigilia del 1914 Prato era già un distretto laniero maturo, costruito nel corso dell’Ottocento da famiglie e imprenditori che avevano trasformato la lavorazione della lana…
A Prato la memoria della Grande Guerra si legge ancora oggi nei luoghi che hanno stratificato il lutto, la mobilitazione e la retorica civile del primo Novecento: il campo sportivo “Vittorio Veneto”, inaugurato il 4 novembre 1923, fu concepito come spazio pubblico dedicato ai caduti, unendo sport, educazione e memoria; l’ormai scomparso asilo infantile “Vittorio…
La Grande Guerra arrivò a Prato senza fragore di cannoni, ma con un impatto profondo che attraversò fabbriche, famiglie, istituzioni e quartieri, trasformando una città industriale in un nodo essenziale della mobilitazione nazionale. Tra il 1915 e il 1918 Prato vide partire oltre 5.000 uomini, molti dei quali destinati ai fronti dell’Isonzo e del Carso,…
La storia dei pratesi in Africa Orientale è una vicenda rimossa, dispersa tra archivi familiari, registri comunali e luoghi di memoria che oggi quasi nessuno collega al colonialismo. Tra il 1935 e il 1941, decine di uomini partiti da Prato — soldati, ufficiali, tecnici, operai — furono coinvolti nella guerra d’Etiopia e nell’occupazione dell’Africa Orientale…