Un nuovo riconoscimento si aggiunge al già prestigioso percorso di Tigri e colonie, il romanzo di Francesco Bianchi che continua a raccogliere consensi nel panorama letterario nazionale. L’opera ha infatti ricevuto una Segnalazione di Merito al Premio Nazionale di Arti Letterarie “Metropoli di Torino” 2026, confermando ancora una volta l’interesse della critica verso un libro…
La Liberazione di Prato non è un episodio isolato: è la conclusione di una sequenza di giorni in cui la città vive insieme paura, coraggio, improvvisazione, violenza e una consapevolezza crescente che la guerra sta finendo, ma non è ancora finita. Per capire il 6 settembre 1944 bisogna tornare indietro di poche ore, quando la…
Ci sono paesaggi che non raccontano la storia ma la impongono. Non perché custodiscano monumenti o targhe, semplicemente perché conservano una densità emotiva che resiste alle narrazioni ufficiali. Alcuni luoghi non chiedono infatti di essere interpretati ma solo di essere ascoltati. Lo storico John Foot ha scritto che «la memoria non è un archivio: è…
La presenza italiana in Croazia, tra il 1918 e il 1943, ha lasciato un’eredità complessa, stratificata, ancora oggi percepibile nella memoria delle comunità locali, nella toponomastica, nelle tensioni identitarie e nelle storie individuali degli esuli fiumani. L’Adriatico orientale fu uno dei luoghi dove il nazionalismo italiano, la politica di italianizzazione e la repressione fascista produssero…
Le foibe rappresentano uno degli esiti più complessi e controversi della storia del confine orientale, e possono essere comprese solo collocandole dentro la lunga durata della violenza che aveva attraversato la regione: tre anni di occupazione italiana, la repressione sistemica nella Provincia di Lubiana, la guerra totale della Wehrmacht dopo il 1943, la dissoluzione del…
La Wehrmacht in Slovenia e la relativa occupazione tedesca, dopo l’8 settembre 1943, rappresenta una delle fasi più dure della guerra nei Balcani. Con il collasso del fronte italiano, la Wehrmacht entrò nella Provincia di Lubiana e nelle regioni limitrofe con un obiettivo chiaro: ristabilire il controllo, eliminare la resistenza, punire chiunque fosse percepito come…
L’8 settembre 1943, con l’annuncio dell’armistizio, il fronte orientale italiano collassò in poche ore. La Provincia di Lubiana, già segnata da due anni di repressione, si trovò improvvisamente senza comando, senza ordini, senza continuità amministrativa. Il vuoto di potere generato dalla dissoluzione dell’esercito italiano aprì la strada a una fase di violenze, vendette e regolamenti…
La guerra antipartigiana condotta dall’Italia fascista nella Provincia di Lubiana tra il 1941 e il 1943 fu una campagna sistematica di violenza contro la popolazione civile slovena. Non si trattò di un conflitto convenzionale: fu una guerra ai villaggi, alle famiglie, alle comunità. Una guerra che combinò incendi, arresti di massa, deportazioni, fucilazioni di ostaggi…
La rete dei campi di concentramento italiani nei Balcani tra il 1941 e il 1943 rappresenta uno dei capitoli più rimossi della storia del fascismo. Non furono campi di transito né strutture improvvisate: furono luoghi di internamento sistematico, progettati per colpire la popolazione civile slovena e croata, isolare la resistenza, spezzare i legami comunitari. La…
La guerra antipartigiana condotta dall’Italia fascista nella Provincia di Lubiana tra il 1941 e il 1943 fu una strategia di repressione sistematica che colpì la popolazione slovena con incendi di villaggi, deportazioni, internamenti e un controllo capillare del territorio urbano. Al centro di questa politica vi fu un dispositivo unico in Europa: la cintura di…
La Provincia di Lubiana, istituita il 3 maggio 1941 dopo l’invasione della Jugoslavia, rappresenta uno dei casi più emblematici della violenza amministrativa del fascismo. Non fu soltanto un territorio occupato: fu un laboratorio di repressione, propaganda e italianizzazione forzata. La sua storia permette di comprendere come l’Italia fascista trasformò un’intera popolazione in oggetto di controllo…
Ernest Hemingway e Gabriele D’Annunzio rappresentano due poli opposti della cultura del Novecento: due scritture, due etiche, due modi di guardare alla guerra e all’uomo. La loro distanza non è solo estetica, ma morale. È una distanza che attraversa la storia europea del XX secolo e che si riflette nelle loro opere, nelle loro vite,…
La storia della violenza fascista in Slovenia non comincia nel 1941. Le sue radici affondano nel primo dopoguerra italiano, in un clima di frustrazione nazionale, di rivendicazioni territoriali e di miti identitari che trovarono in Gabriele D’Annunzio il loro interprete più influente. L’impresa di Fiume del 1919 non fu soltanto un gesto politico: fu un…
La storia dell’invasione italiana della Slovenia nel 1941 non nasce con la Seconda guerra mondiale: affonda le sue radici nel 1918, nell’anno che segna la fine del primo conflitto mondiale e l’inizio di una lunga stagione di nazionalismo, frustrazione e rivendicazioni territoriali. È in quel contesto che si forma la matrice culturale che alimenterà la…
Arrivare a raccontare le foibe senza aver prima ricostruito l’occupazione italiana della Slovenia significa rinunciare alla comprensione storica. Significa togliere alla popolazione slovena — e a quella italiana — il contesto necessario per capire cosa accadde tra il 1941 e il 1945. La storia non è una sequenza di episodi isolati: è un sistema di…
Tra pochi giorni sarò a Messina, nel Salone delle Bandiere di Palazzo Zanca, per la cerimonia di premiazione del concorso La via delle Muse, terza edizione 2026. Andrò di persona, con la stessa emozione che accompagna ogni incontro in cui la parola diventa memoria. Il mio monologo teatrale, I nomi che il mare non restituisce,…
“Italiani brava gente” è una delle narrazioni più potenti e durature della storia nazionale. Non nasce con la Resistenza, né con il dopoguerra: affonda le sue radici nel colonialismo, nella propaganda fascista e nella necessità, dopo il 1945, di costruire un’identità nazionale innocente. È un mito che ha riscritto la storia, cancellato responsabilità, attenuato violenze,…
Ci sono storie che non scegli: sono loro a scegliere te. Tigri e colonie è nata così, dall’incontro con due sorelle ultraottantenni che avevano vissuto sulla propria pelle l’esperienza dei bambini italo‑libici trattenuti in Italia durante la guerra, un frammento di memoria che rischiava di scomparire con loro. Le ho ascoltate parlare con una lucidità…
Amos Pampaloni rimane una figura che non si lascia addomesticare. La sua storia attraversa Cefalonia come una lama: netta, tagliente, incapace di piegarsi alla retorica. Ufficiale d’artiglieria della Divisione Acqui, non appartiene alla categoria degli eroi costruiti dopo. È un uomo che sceglie, e la sua scelta pesa. Quando l’8 settembre frantuma ogni certezza, Pampaloni…
Antonio Gandin rimane una figura che sfugge alle semplificazioni, e proprio per questo continua a interrogare la nostra memoria. Alla guida della Divisione Acqui non fu né l’eroe scolpito nel dopoguerra né il burocrate esitante che certa storiografia ha voluto vedere. Fu un generale cresciuto nella disciplina monarchica, educato a un’idea di obbedienza che nel…