“Cefalonia. L’ultima speranza” è un romanzo storico, uscito in primavera 2024, totalmente diverso dal mio lavoro precedente “Il coraggio dei vinti”. Infatti la storia si svolge in parte nel periodo contemporaneo, con il giovane Saverio, e in parte durante la seconda guerra mondiale, con il soldato Gildo.
La porta di accesso da un tempo all’altro è costituito dalle lettere che il soldato aveva spedito alla sua famiglia e che la vicina di casa di Saverio gli cede per rintracciare gli ultimi passaggi di vita di suo fratello disperso a Cefalonia.
Ecco un passaggio nel periodo contemporaneo: in una continua lotta tra Saverio e suo padre Renato che gestiscono l’azienda di famiglia, sopraggiunge un nuovo grave problema:
“«Buongiorno Signori» dicono padre e figlio.
«Buongiorno a voi, rappresento legalmente l’azienda» risponde una voce dalla Turchia in perfetto italiano. «Saltiamo i convenevoli: abbiamo riscontrato dei grossi problemi su alcuni quantitativi di merce. Stinge e non possiamo usarla, dobbiamo prima trattarla nuovamente e questo ci comporta un grosso aggravio di costi».
Renato salta in piedi e si infila la nocca di un dito in bocca per non urlare, mentre il figlio domanda: «Non l’avevate visionata? Noi non possiamo sapere che utilizzo ne fate: se la usate per delle tende magari va bene, per dei divani no. Cosa possiamo farci?»
«Mi dispiace, ma non pagheremo…»”
Vi propongo un ulteriore passaggio.
Saverio dopo l’episodio in azienda rientra a casa, legge una lettera di Gildo e si immerge nell’autunno del 1940, quando inizia la campagna di Grecia voluta dal regime fascista. Tra i militari del campo c’è stata un’adunata ed è stato comunicata l’imminente campagna offensiva:
“Gildo e suoi compagni sono molto confusi. Avevano già pensato all’eventualità di combattere con i loro fucili e mortai, ma ora che si trovano in procinto di attaccare si sentono a disagio e impreparati. Alla fine dell’adunata, i soldati non hanno granchè voglia di parlare e si chiudono in un cupo silenzio.
Il giorno dopo, vigilia dell’attacco pianificato da Mussolini, la situazione in Albania è tesa e si verificano molti incidenti tra le truppe. Nel campo di Selenizza un fucile spara un colpo mentre viene pulito e ferisce gravemente un commilitone. Il rancio della giornata è più ricco del solito, però, e comprende anche della cotica insieme a una zuppa di legumi.
«Sembra l’ultima cena, oggi», dice scherzandoci su uno dei soldati.
Lo stesso giorno, a Firenze, Hitler e Mussolini partecipano a un incontro in cui la Germania conferma piena solidarietà all’Italia.
Alle cinque e trenta del 28 ottobre 1940, le truppe italiane della Divisione Ferrara e della Divisione Siena scendono verso Ioannina con l’obiettivo di conquistare l’Epiro e il porto, come primo passo di attacco alla Grecia…“
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