Il 20 settembre 2025 sarà la prima giornata dedicata agli INTERNATI MILIARI ITALIANI grazie alla recente legge del 13 gennaio 2025.
Fino a oggi gli IMI venivano ricordati il 27 gennaio, giorno della Memoria, inserendoli nel contesto della deportazione in senso lato. Un contesto che, in Italia, ha riguardato circa 650.000 persone (prigionieri politici, prigionieri razziali e internati militari).
Furono 600.000 coloro che furono deportati per il loro “NO“, un dissenso che si voleva opporre alla violenza squadrista, al rovesciamento dello stato di fatto, all’illegalità di un governo fantoccio riconosciuto solo dalla Germania e dai suoi stati satelliti.
La deportazione degli INTERNATI MILITATI è una vicenda che riguarda solo il nostro paese: fu HITLER stesso a volere che gli italiani non allineati al regime della Repubblica di Salò venissero deportati, privati di ogni libertà e diritto. Volle inserirli nell’ultima fascia della classe sociale tedesca, poco sopra coloro che dovevano essere sterminati.
La definizione di IMI – Internati Militari Italiani nacque in Germania il 20 settembre 1943 dopo l’Armistizio di Cassibile, diffuso il giorno 8 settembre, che sancì la resa incondizionata dell’Italia e che provocò la reazione di Hitler stesso.
Il Governo Badoglio aveva preso una posizione diversa dal passato, non più alleato della Germania di Hitler ma arreso agli Alleati anglo americani. Di contro la presenza nel nostro paese di molte divisioni tedesche e l’ideologia fascista, ormai radicata su una parte della popolazione, permisero la nascita della Repubblica di Salò.
Gli IMI sono tutti coloro che non si riconoscevano nella Repubblica fascista, tutti coloro che non si sentivano fascisti, tutti coloro che piuttosto che imbracciare un fucile e affiancare i nazisti scelsero di perdere la libertà.
Gli IMI ebbero una forza incredibile perché resisterono nonostante le violenze subite, la deportazione, la fame e la morte di molti compagni (ne morirono 50.000). Eppure oltre 600.000 ebbero questa forza.
Una grande Resistenza ideologica volta proprio a scardinare l’essenza stessa del fascismo e del nazismo.
Mio nonno Elio, medaglia d’onore della Repubblica Italiana, fu un IMI, insieme a suo fratello Angelo e la loro storia è raccontato nel libro “Il coraggio dei vinti“, vincitore del Premio Nazionale Nicola Zingarelli, ed. 2024.
20 settembre: ricordiamo gli IMI.
Francesco Bianchi.


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