Stazzema (Lucca), ottava edizione del Premio Michelangelo Buonarroti: tra i premiati (narrativa, poesia, arti grafiche, pittura e scultura) anche l’opera Cefalonia l’ultima speranza.
Il libro dedicato alla donna che cercò per tutta la vita il fratello disperso, come ho raccontato durante l’intervista a “Il secolo XIX” e che vi riporto in parte: «ogni volta che partivo per un viaggio in Grecia mi chiedeva di guardare bene in volto tutti quelli che incontravo; lo faceva con la speranza che trovassi qualcuno che le somigliasse perchè, nonostante fossero passati tanti anni dal lontano 1943, lei non si era mai rassegnata alla sua morte».
D’altra parte questa è la storia di tutti i morti, dispersi e sopravvissuti della Divisione d’Acqui che non sono numeri ma persone ai quali non possiamo far altro che rendere onore; quale migliore modo se non attraverso la conoscenza dei fatti accaduti in quel periodo?
Da qui nasce la forma narrativa di Cefalonia, l’ultima speranza: un libro che non è di genere strettamente storico ma che unisce la narrativa contemporanea a quella storica; una scelta per avvicinare anche i lettori che non amano la narrativa di genere ma che non vogliono tuttavia rinunciare a conoscere i fatti storici.
Un nuovo video su YOUTUBE è da ieri disponibile e riprende l’intervista al “Il secolo XIX” citata.
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Intervista a IL SECOLO XIX


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