L’atmosfera delle feste si avvicina e con essa il calore del Natale, quel tempo sospeso in cui la memoria e i sentimenti sembrano brillare più intensi. È il momento ideale per lasciarsi accompagnare da un libro.
Il mio ultimo lavoro, “Tigri e colonie”, racconta la Seconda guerra mondiale e la vicenda dimenticata di tredicimila bambini italo‑libici. Tra le sue pagine c’è un capitolo speciale, “NATALE 1943”: un frammento di storia che riesce a evocare un’emozione unica, come una luce che resiste anche nelle notti più buie…
Una luce fragile, tremante, che illumina volti lontani, speranze spezzate e piccoli gesti di umanità sopravvissuti all’oscurità della guerra. È un Natale diverso da tutti gli altri, fatto di attese mute e di sogni custoditi come tesori, un Natale che sembra parlare ancora oggi a chi lo legge, ricordandoci quanto possa essere preziosa anche la più tenue scintilla di calore umano.
Leggerlo significa lasciarsi attraversare da un’emozione che resta, che scava, che accompagna. Un’emozione che difficilmente si dimentica.
Auguri di Buon Natale
Francesco Bianchi


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